Dal 2005 Granello di Sole porta avanti il progetto “Todo mundo junto para Juina” che tante persone hanno scelto di sostenere insieme a noi.
Solo attraverso il passaparola siamo arrivati a sostenere i due oratori di Juina, il Don Bosco e la Palmiteira, inviando ogni anno una media di 10 mila euro.
Ci sembra un buon risultato perché ben sappiamo che questi soldi che fino ad ora siamo riusciti ad assicurare sono preziosissimi per migliorare un poco la quotidianità di tutti i bambini di Juina.


Come abbiamo avuto modo di spiegare personalmente a molti di voi, il progetto che noi sosteniamo dall’Italia non può e non vuole essere mirato ad aiutare esclusivamente alcuni bambini ma tutta la comunità infantile di Juina
Abbiamo immaginato un impegno di € 320,00 all’anno (suddivisi in due rate: la prima dovrebbe essere versata entro il 30 aprile, la seconda entro il 30 novembre) ma ci teniamo a sottolineare che ognuno deve fare quel che può perché anche una piccola offerta per Juina diventa preziosa.
I soldi arrivano direttamente nelle mani del vescovo Mons. Neri Jose Tondello, uomo dall'energia straordinaria che vive a strettissimo contatto con la gente di Juina e in prima persona si interessa di tutto quello che accade. Un gruppo meraviglioso di suore poi gestisce quotidianamente (accogliendo, educando, abbracciando, sfamando 500 bambini) i due oratori costruiti negli anni scorsi grazie all’aiuto di altri nostri connazionali.


Ma facciamo un passo indietro.


Juina è una città recentissima (non ha nemmeno trent’anni) che si trova nella parte nord occidentale dello stato del Mato Grosso, cresciuta senza progetti e senza programmi nel momento in cui il governo brasiliano aveva dato a un gruppo di diseredati la possibilità di disboscare un tratto di foresta (e, come forse avrete letto sulle schede dei bambini, il disboscamento rimane purtroppo ancora la principale se non unica possibilità di lavoro per gli uomini di Juina).
Chi arriva a Juina, servendosi dell’autobus che parte dalla capitale Cuiabà, trascorre anche fino a venti ore attraversando centinaia di Km di desolate lande desertificate (e queste terre, finite nelle mani dei potenti fazenderos, diventano rapidamente poverissime e non più sfruttabili per nuove colture).

E improvvisamente ci si trova davanti alle prime baracche di questa città organizzata in sei moduli concentrici, dove più ci si allontana dal centro più si accentua la condizione di povertà. I nuclei familiari si sono disgregati nel momento in cui molti uomini hanno abbandonato la famiglia per cercare altrove possibilità di lavoro e non hanno più fatto ritorno. E gli altri che sono rimasti senza occupazione si sono molto spesso abbandonati all’alcool causando, a catena, altre piaghe sociali che pagano in larga misura proprio i bambini.


Ecco perché è fondamentale che l’oratorio Don Bosco e l’oratorio della Palmiteira trovino le risorse per continuare la loro attività. I bambini che vengono accolti in queste strutture, dove molto spesso ricevono il loro unico pasto giornaliero, sono così sottratti alla realtà difficile della strada. È lì che imparano le regole della convivenza, è lì che ricevono affetto e attenzioni vere.


Di questi 500 bambini, molti hanno problemi comportamentali dovuti evidentemente a quanto vivono e subiscono a casa, che è quasi sempre una baracca. Le suore, che pure fanno un lavoro quasi sovrumano con loro senza mai perdere la pazienza e il sorriso, hanno bisogno di essere aiutate da insegnanti di sostegno. Che vanno formate e che costano.Concretamente i soldi che noi mandiamo ogni anno servono in parte ad arricchire il pasto con della frutta e della verdura, in parte a pagare delle insegnanti che seguano soprattutto i casi più difficili, in parte a migliorare questi due spazi rendendoli sempre più sicuri e accoglienti (per esempio da due anni vengono accolti anche bambini nati da poco per permettere alle loro mamme di lavorare).


Avendo noi avuto la fortuna di andare a Juina, di frequentare i due oratori, di conoscere quel gruppo straordinario di persone che lavorano con e per i bambini, sentiamo di poter e voler appoggiare con grande serenità questo progetto, condividendo con voi la speranza che il nostro piccolo gesto sia un germoglio che insieme a tanti altri piccoli gesti potrà far tornare a fiorire Juina.
Quanto viene versato da ciascun sostenitore, che periodicamente viene informato sui progressi fatti anche grazie al suo impegno, arriva direttamente e totalmente a Juina: con Granello di Sole nessuna quota viene trattenuta per quello che spesso va sotto la voce di "Spese di gestione e segreteria".
Per motivi di trasparenza, inoltriamo delle indicazioni tecniche: a ogni versamento segue da parte di Granello di Sole una ricevuta detraibile fiscalmente (benefici fiscali del DLG 460/97).
Il versamento (uno unico o suddiviso in due rate) può essere versato tramite:
- un bonifico bancario
- un bollettino postale
- un assegno bancario

La cosa fondamentale è che tale bonifico/bollettino postale sia intestato a Assoc. Granello di Sole onlus e venga fatto personalmente da chi poi può detrarre
BONIFICO BANCARIO
Assoc. Granello di Sole onlus
Banca Popolare Etica - Vicenza
IBAN: IT57I0501812101000000103821
causale: sostegno Juina

BOLLETTINO POSTALE
CCP 12182317 intestato a Banca Popolare Etica - Vicenza
causale obbligatoria: Ass. Granello di Sole onlus-Juina

ASSEGNO BANCARIO
intestato a Ass. Granello di Sole onlus


Referente del progetto: Sara Benedett: sara.ben@libero.it - 348.6713953

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